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SANTARCANGELO
Situato nell’entroterra romagnolo, Santarcangelo è uno dei comuni più caratteristici del territorio che vanta e un gran numero di vecchie tradizioni ancora ben presenti nella cultura del luogo; . Santarcangelo è sede di importanti eventi di vario genere, tra cui le fiere di San Michele e San Martino incentrate sugli animali, sulla gastronomia e il commercio. Il comune riminese vanta anche la presenza di importanti monumenti storici come le chiese, la Rocca Malatestiana, le numerose grotte e il Museo Etnografico Usi e Costumi della Gente di Romagna, luogo dove è possibile consultare tutte le testimonianze raccolte riguarda alla cultura del territorio. |
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GRADARA
Situato sulle colline nelle vicinanze di Cattolica e Gabicce, il comune di Gradara è una località ricca di storia che conserva tutt’ora un’atmosfera tipicamente medievale; il centro della città è costituito dalla Rocca, un imponente costruzione che un tempo aveva come scopo quello di proteggere gli abitanti dagli attacchi esterni. Composto da enormi mura e un camminamento lungo tutto il suo perimetro, la struttura era un ottimo luogo dove vivere protetti e dove controllare tutta la zona circostante; il castello fu oggetto della dominazione dei Malatesta, importante famiglia riminese del Medioevo. Secondo alcune ipotesi la Rocca di Gradara fu anche il luogo della tragica vicenda di Paolo e Francesca, storia famosa e narrata nella Divina Commedia di Dante Alighieri. |
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MONTEGRIDOLFO
Situato tra la valle romagnola del Conca e quella marchigiana del Foglia, Montegridolfo è sin dai tempi del Medioevo una terra di confine, condizione che la pose per tantissimi anni oggetto di conflitto tra le due principali famiglie dell’epoca: Malatesta e Montefeltro. A causa dei numerosi scontri militari il borgo di Montegridolfo fu dotato di un cassero (una torre di rinforzo) e di imponenti mura per garantire protezione sicurezza ai suoi abitanti. Il centro storico è rimasto intatto e, grazie ai grandi lavori di restauro, si presenta come una città medievale ricca di splendore e importanti costruzioni dell’epoca; Montegridolfo inoltre mantiene ancora viva la sua grande tradizione dell’olio novello, prodotto locale rinomato in tutta Italia. |
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SAN LEO
San Leo è un antico comune e borgo medievale che sorge sul Monte Feliciano, uno dei più aguzzi e strapiombanti degli Appennini; deve il suo nome al Santo Leone che scelse questo masso come sua residenza e luogo per l’estrazione della roccia. A partire dal 3° secolo il comune e la rocca cominciarono a prendere forma diventando negli anni un punto di riferimento per la cristianizzazione della Romagna. San Leo fu luogo di scontri tra Goti e Bizantini, fu la capitale del Montefeltro, e subì numerosi attacchi da parte dei francesi di Napoleone Bonaparte; nel corso della sua storia la rocca si dimostrò come una delle più inespugnabili di sempre. Il Castello di San Leo è tutt’ora ricco di reperti e informazioni storiche a disposizione di chi vuole addentrarsi nei meandri della storia medievale del territorio romagnolo. |
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SAN MARINO
La piccola Repubblica di San Marino, fondata nel lontano 301 d.C., vanta più di 1700 anni di esistenza basata su importanti valori come libertà, democrazia e indipendenza. Formato da un territorio prevalentemente collinare, lo Stato conserva integro il suo centro storico situato sulla cima del Monte Titano, ricco di storia e fascino medievale. Musei, castelli, mura e storia sono la vera essenza della rocca, meta scelta da italiani e stranieri per gite turistiche. San Marino vanta l'esistenza di tradizioni secolari basate sulla suggestiva storia medievale della Repubblica, su eventi tipici e sui prodotti gastronomici locali. Pur essendo una piccola realtà, San Marino è protagonista della scena internazionale; inoltre ha ricevuto un importante riconoscimento da parte dell’UNESCO diventando uno dei Patrimoni dell’Umanità |
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VERUCCHIO
Verucchio, antico borgo dell’entroterra riminese, fonda le sue radici nella popolazione etrusca, molto presente in questo territorio tra il XI e il VI sec a.C.; le comunità stanziate in questo territorio hanno lasciato numerosi reperti e costruzioni, ritrovate nelle zone più remote del comune. Verucchio è una località molto importante per gli storici e gli amanti della storia che spesso visitano il museo cittadino per compiere studi e approfondimenti. Verucchio mantiene tutt’ora intatte molte delle sue tradizioni incentrate sulla musica e sulla gastronomia come il Verucchio Festival, la Fiera de Quatorg e la Fira de Bagoin |
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TORRIANA E MONTEBELLO
Su alcuni scogli di roccia tipici della Valmarecchia, che in tempi di invasioni e ostilità rappresentavano un’ottima difesa naturale, si distinguono i profili di Torriana e Montebello. Due roccaforti imprendibili che hanno visto gli splendori della Signoria dei Malatesta e le battaglie aspre con i castelli e le truppe del Montefeltro. Due borghi che nei secoli hanno avuto sorti diverse: Torriana si è modificata ed è divenuta il capoluogo comunale, il borgo di Montebello è rimasto praticamente intatto e il suo silenzio, durato secoli, è oggi la sua fortuna essendosi preservato come una vera isola di storia e cultura. Tanta storia, ma non solo; ci sono anche misteriose leggende e c’è un ambiente naturale particolarmente ricco e importante.
Torriana si chiama cosi solo dal 1938; prima aveva un nome sicuramente meno dolce ma che da solo bastava a descrive l’asprezza di un luogo tutto abbarbicato sulla nuda roccia. Il suo nome era “Scorticata”. C’è chi sostiene che nei sotterranei della fortezza di Torriana sia stato ucciso Gianciotto Malatesta resosi tristemente famoso per aver messo tragicamente fine all’incontro tra sua moglie Francesca e suo fratello Paolo.
Patrono: San Vicinio 26 agosto.
IL MISTERO DI AZZURRRINA :
Nel castello di MONTEBELLO, nacque, verso la fine del Trecento, una bambina con una rarissima
forma di albinismo, caratteristica non comune che allora veniva considerata segno di stregoneria e di
devozione al Demonio.
La madre, per paura che la figlia venisse arrestata e condannata al rogo, oltre a farla proteggere giorno
e notte da un custode, le tinse i capelli di nero.
Ben presto però il colore se ne andò via lasciando sui capelli della bambina dei riflessi azzurri, è da qui
infatti che nasce il soprannome Azzurrina.
Il 21 giugno 1375, durante un violento temporale, la piccola scomparve misteriosamente dopo essere
scesa nei sotterranei per recuperare la palla con la quale stava giocando, il custode la vide scendere le
scale, quando scese per cercarla non la trovò.
Il corpo non venne mai ritrovato e da allora, ogni 5 anni, il 21 giugno, si sente il pianto disperato della
bambina risuonare tra le mura del sotterraneo a patto che ci sia un temporale, come nel giorno in cui
scomparve.
Questo fenomeno si verifica veramente, in quanto già da tempo, studiosi ed esperti, stanno tentando di
capirne l’origine, è stata fatta anche una registrazione che viene fatta ascoltare a tutti coloro che visitano la Rocca. |
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